Settore di riferimento: il manifatturiero



Nello sconfinato mercato rappresentato dall’intero reparto economico - nel quale ogni azienda operante potrebbe trovare vantaggio dall’usufruire della proposta di Metalux - la nostra intenzione è specializzarsi in uno specifico reparto dell’economia: quello manufatturiero. Questa considerazione è il risultato di due dati principali:
  • Un dato interno, che è quello di essere consapevoli riguardo le competenze già maturate nell’ambito della metalmeccanica

  • Ed un dato esterno, del generale bisogno di supporto logistico nelle imprese che operano nel manufatturiero – in particolare per quanto riguarda la pianificazione, implementazione, il controllo e l’innovazione delle attività di movimentazione. Inoltre, considerando quelle che sono le varie fasi logistiche, si nota facilmente quanto molte di queste siano senza dubbio caratteristiche di aziende operanti nel secondo settore economico.

Coscienti dell’obiettivo di Metalux srl di proporsi come un operatore esterno partner e non solo esecutivo, sappiamo che gli strumenti di cui munirsi, per raggiungere e soddisfare l’industria, non sono solo “immateriali”, non basterebbero in effetti competenze strategiche, gestionali, di governance e skills più o meno specifiche – mappatura del flusso di valore, definizione del layout, cultura improntata alla lean production ecc.. Insieme a tali competenze e soft skills Metalux avrà bisogno di strumenti “materiali” ovvero di includere nella propria offerta la disponibilità di cedere e mettere a disposizione dei propri clienti l’utilizzo di attrezzature e di strumenti – attrezzature modulari, sistemi di visual management, software gestionali in remoto.
Una caratteristica dell’industria è la stretta connessione tra l’efficienza e l’efficacia del ciclo di organizzazione e di produzione e la sua continuità. Ne consegue che, nonostante ne senta e comprenda la necessità, l’organizzazione industriale non trova risorse e tempo da distogliere al ciclo continuo a favore dell’innovazione. Naturale conseguenza è che, per un’industria, generare innovazione – di qualunque genere - anche se fautrice di flessibilità e maggiore “leggerezza” è sinonimo di nuove risorse e costi che, a loro volta, avranno buone possibilità di non essere organizzate adeguatamente e quindi di non operare in efficienza. Non di ultimo conto è poi l’effetto del cambiamento sul personale: alla fatica di mettere insieme gli “attrezzi” per innovarsi quindi ci sarà il cambiamento a dover essere gestito.
E’ un “circolo vizioso” che crediamo però possa essere interrotto con la possibilità, data all’industria, di affidare l’innovazione (di processo o di prodotto) a chi, già specializzato e con gli strumenti giusti, riuscirebbe in efficacia ed efficienza nell’intento: un partner in “outsourcing strategico”.